Tempio E

SELINUNTE è una delle più importante sedi archeologiche del mediterraneo. La città venne fondata nel 628 a.C. e fu la colonia greca più occidentale della Sicilia. In una delle tante contese con Segesta, Selinunte venne distrutta nel 409 a.C. due anni dopo fu restaurata e ripopolata per volere del siracusano Ermocrate, anche se dopo poco tempo causa molte vicende, la città ricadde nel buio sotto il dominio dei cartaginesi; e vi resto fino al 1700 dove iniziarono i primi scavi per riportare alla luce l'acropoli, ma con pochi risultati. I risultati si iniziarono a vedere dalla prima metà dell'800 in avanti. La visita della città non può che iniziare dall'ACROPOLI che e' posta sulla collina fra il Modione (l'antico Selinon) e il Cottone, dove era situato il porto della città. Si sviluppa "a reticolo" lungo due arterie principali (larghe 9 metri) che si interesecano. Recentemente, si è desunto che le abitazioni civili posteriori al 409 a. C., erano piccoli edifici con porta sulla strada e prospetto lungo da 4 a 9 metri. Intorno all'Acropoli, si snodano le fortificazioni a blocchi squadrati (VI e V sec.), a più riprese restaurate: lo sviluppo delle mura era interrotto da torri (5 già individuate), da porte in corrispondenza delle estremità delle arterie principali (nord,est ed ovest) e da postierle. Rinforzata appare la Porta Nord.

Tempio F

Sulla collina orientale si trovano i resti dei templi F, E, G, tutti in ottime condizioni di ordine dorico:il TEMPIO F, dedicato ad Atena o a Dionisio, è fra quelli della collina orientale il più arcaico: le colonne sono prive di entasi, tranne quelle della facciata ad est ed erano collegate fra loro da pareti "a schermo", alte fino a tre metri che avevano lo scopo di nascondere le pratiche di culto. Nel vestibolo, parallelamente alla facciata, era una fila di quattro colonne. Durante gli scavi del 1823 furono ritrovate in questo tempio due mezze metope in tufo raffiguranti Dionisio che vibra un colpo su un gigante inginocchiato ed Atena trionfante su un nemico: queste metope sono conservate al Museo Archeologico Regionale di Palermo;

Tempio E e rovine del Tempio G

Il TEMPIO E, dedicato ad Era , edificato in età clessica e ricostruito in parte un ventennio fa circa, per i caratteri di ordine, armonia, proporzione, simmetria, è classificato come uno dei migliori esempi di architettura dorica in Sicilia. Dal pronao e dall'opistodomo di questo tempio provengono cinque metope, quattro delle quali sono state ricomposte al Museo Archeologico Regionale di Palermo e raffigurano: Eracle in lotta contro una Amazzone; le nozze fra Zeus ed Hera; Atteone sbranato dai cani davanti ad Artemide; Atena che atterra il gigante Encelado. Il TEMPIO G, dedicato a Zeus, oggi completamente in rovina, era uno dei più estesi dell'antichità: eseguito a più riprese, subì un continuo processo di modificazione, in seguito al quale la facciata est ebbe caratteri più arcaici rispetto a quella ovest, eseguita in età classica. Era un periptero octastilo, cella tripartita con adito, pronao prostilo e opistodomo in antis.

Cave di Cusa

Da non perdere le CAVE DI CUSA. Attive dal 600 a.C. fino al 409 a.C. furono una miniera inesauribile della materia prima, indispensabile alla costruzione della città di Selinunte, templi compresi. Abbandonate in piena attività nel 409 a.C. a causa della guerra contro i Cartaginesi, conclusa proprio con la distruzione di Selinunte, rimasero inalterate fino ai giorni nostri.