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Il monastero di
Santo Spirito, con la sua grandiosa mole, domina la parte orientale
della città. Esso è senza dubbio il più noto fra tutti i monumenti
medievali rimasti ad Agrigento. L'ingresso del monastero, denominato
dagli agrigentini "Bataranni" proprio per le grandi dimensioni e per
la grande fama che ebbe, è posto a destra della chiesa di Santo
Spirito. Attraverso un portale, per mezzo di un corridoio, si accede
in un ampio
cortile
dove, oltre al giardino, si può ammirare la suggestiva facciata
occidentale con le sue monofore di semplice struttura e bifore
divise da esili colonnine. L'alternanza di pietra calcarea e di
arenaria agrigentina ha creato un meraviglioso effetto di bicromia
(motivo sempre presente nell'architettura siciliana a partire
dall'epoca normanna). L'insieme del monastero si articola su due
piani. Il piano terreno comprende, a sinistra, la cappella, nel cui
interno vi sono strutture trecentesche ed un arco chiaramontano,
l'Aula Capitolare, alla quale si accede da uno splendido portale
fiancheggiato da due ampie finestre bifore, i cui archivolti sono
ornati a rilievo da un motivo a linee spezzate, mentre la colonnina
centrale è ornata da un fogliame a rilievo, ed infine il grande
Refettorio, il cui ambiente, molto semplice, presenta un soffitto
sostenuto da archi poggianti su peducci inseriti nello spessore del
muro. Al primo piano si accede dal grande portale situato quasi al
centro della facciata. Una scala interna porta direttamente al
Dormitorio con accanto ambienti destitati all'Abadessa e alla
Priora. All'interno del Dormitorio si notano un soffitto di legno
sorretto da archi a sesto acuto del seicento e una serie di nicchie
destinate a ripostigli o a cappellette singole. Nella parte nord del
dormitorio sono visibili affreschi medievali che ricordano quelli
dello Steri Chiaramontano di Palermo.
Il monastero fu
ceduto, nel 1916, dallo Stato al Comune con l'obbligo di destinarlo
a sede di istituzione, per tutelarne la conservazione. Oggi il
monastero è sede dei Musei civici e nei suoi locali è possibile
ammirare un presepe di fattura artigianale, riproducente il centro
storico con oggetti e mestieri in uso circa un secolo fa, una mostra
di abiti folkloristici donati ala nostra città dai paesi ospiti
durante le varie edizioni della Sagra del Mandorlo in Fiore, una
mostra etnografica di notevole interesse culturale, una mostra di
coleotteri provenienti da tutto il mondo, un Crocifisso ligneo, un
Crocifisso marmoreo e delle ceramiche di cultura araba del periodo
medievale. |