“I Siti Archeologici di Eraclea Minoa

 

 

Alla foce del Platani, città di frontiera tra l'influenza agrigentina e selinuntina prima, tra Sicelioti e Cartaginesi dopo. Cinta muraria e teatro del III secolo.

 

Posta tra Agrigento e Sciacca, Eraclea si impone all'interesse del turista non solo per la presenza di una incantevole spiaggia e di un contesto paesaggistico ambientale caratterizzato da bianche rocce calcaree, ma anche per la presenza di un sito archeologico dove si conservano importanti resti di un teatro greco risalente al IV sec. A.C. e di varie abitazioni di epoca ellenistica e romana.
L'origine di Eraclea Minoa, si colloca intorno al 570 a.C. quando, la potente Selinunte, la fonda alla foce del Platani imponendole il nome Minoa. Un antiquarium, posto all'ingresso del sito, mostra interessanti reperti archeologici e consente al visitatore di comprendere meglio uno dei siti archeologici più importanti e suggestivi della Sicilia.
La leggenda collega Minoa al re Minosse che, avrebbe inseguito Dedalo fin in Sicilia per punirlo del fatto di aver aiutato Arianna e Teseo ad orientarsi nel labirinto. Minosse sarebbe stato ucciso in questi luoghi dal re sicano Caos presso cui Dedalo si era rifugiato. Successivamente passata nelle mani dei Romani nel III sec. a.C. Eraclea minoa venne coinvolta in una serie di guerre e poi del tutto abbandonata. Già nel I sec. d.C. la città risulta non più abitata. Scavi, che vennero intrapresi a partire dal 1950 in maniera sistematica, portarono alla luce resti di abitazioni in mattoni crudi, alcune delle quali presentano ancora piccole parti di mosaico, ed in particolare un teatro, in cattivo stato di conservazione. Un piccolo Antiquarium riunisce oggetti provenienti in massima parte dalla necropoli.