CHIESA DI SAN CALOGERO

Incerto
è, ad oggi, l'anno in cui è stata fondata l'originale Chiesa, ma da alcune
tracce dell'antica costruzione rimaste sul muro ad ovest si può ritenere che
l'edificio sacro venne o costruito o rifatto in quel modo, tra il XIII e XIV
secolo. Da un documento datato 1540 in occasione della visita pastorale del
vescovo Pietro d'Aragona e Tagliavia (1540-1543) nel quale si legge: "Ecclesia
di Santo Caloyaro fora la ditta cità di Girgenti ……".
Nel 1573, come si legge nella richiesta di fondazione della "Confraternita di S.
Calogero", uno dei punti era quello di ampliare la chiesa di S. Calogero che
appunto esisteva fuori delle mura della città.
Altro documento, datato 1765, ci informa che attorno la chiesa e all'eremo, si
estendeva un piccolo giardino che apparteneva alla "venerabile chiesa di S.
Calogero" e confinava con le grotte, forse abitate da qualche eremita.
Nel 1863, il complesso calogeriano, vide sorgere un'insperata primavera
pastorale-artistica in quanto fu affidato ai frati Francescani che dovettero
cedere il convento di S. Vito per essere stato trasformato in carcere.
I Frati trasformarono l'eremo in conventino e arricchirono la chiesa
collocandovi una statua marmorea della Madonna, di scuola gaginesca, un
Crocifisso ligneo del '600, attribuito al Pintorno, e statue di S. Diego, San
Pasquale e S. Vito.
Nel 1866, a seguito delle leggi eversive, i Francescani dovettero lasciare in
complesso anche se a loro restò la custodia del tempio.
Il 4-11-1925 il Comune di Agrigento vende, con regolare atto pubblico, alla
Cattedra Ambulante di Agricoltura l'intero ex convento di S. Calogero,
l'Amministrazione della Confraternita dell'epoca non può fare altro che
adeguarsi e vedere la fine dell'eremo di S. Calogero lasciando a servizio del
Santuario solo la Sacrestia, il locale del rettorato e l'ingresso lato ovest.
Attorno alla chiesa e al convento o eremo, c'era anche un giardino che
apparteneva alla chiesa e confinava con le grotte come si legge in un documento
del 1765: "Su per quodam antro hodie stazzone, posito extra moenia buius
civitatis, prope viridarium Venerabilis Ecclesiae S. Calogeri " e cioè: " Sopra
una certa grotta, oggi stazzone, posta fuori le mura della città, vicino al
giardino della venerabile chiesa di S. Calogero ".
Qualche anno prima, nel 1757, si notava: " Ventidue tarì, da Mastro Giuseppe
Bisaccia venduti, si renderanno da mastro Pietro Marturella sopra lo stazzone
collaterale al giardino della Chiesa di S. Calogero fuori la Porta di Ponte di
questa città ".
Tradizionalmente chiamate "Grotte di San Calogero" si estendevano sul lato est del Santuario, erano in tufo arenario ed erano adibite a vari usi, non sembra,quindi, che siano state considerate come luogo di abitazione del Santo, anche per il vario uso a cui sono state destinate. Più probabilmente, invece, si deve ritenere come vera grotta del Santo il posto dove sorge la chiesa, sia perché faceva parte di tutto il complesso speleologico e quindi fu preferita per l'erezione della tempio il tutto in analogia agli altri luoghi di venerazione dove si è edificato sulla grotta o nell'area di essa o nelle sue immediate vicinanze.
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Probabilmente, parte della grotta fu occupata dall'eremo, il quale era piccolo e, forse derivava dall'ampliamento della casa del cappellano di cui si parla nei documenti del secolo XVI° e doveva servire agli eremiti calogeriani che custodivano la chiesa.
Oggi il
Santuario di San Calogero, per lo sviluppo della città, si viene a trovare al
centro di essa ed è unica chiesa disponibile a quei fedeli che vogliono
rivolgere una preghiera a nostro Signore.
Da sempre il Santuario per il suo suggestivo ambiente di raccoglimento e di
devozione calogeriana è preferito quale luogo ideale di celebrazioni liturgiche
e molti sono gli incontri che si svolgono durante l'anno per le più svariate
celebrazioni.
Pur nella sua logistica centralità è interessante poter constatare che, in quei
momenti il tempio calogeriano si trasforma in una oasi di serenità e di pace con
Dio, anche se tutt'attorno continua a svolgersi la vita frenetica di ogni
giorno.
Una delle iniziative più proficue delle attività del santuario è sicuramente la
celebrazione della Santa Messa dei giorni feriali per gli studenti alle ore
7,30, visto che molti istituti scolastici insistono nella zona,ed è edificante
constatare che molti partecipano alla celebrazione e si rendono parte attiva con
la proclamazione della Parola di Dio e con canti armoniosi.
L'iniziativa, ancora oggi, sollecita molti giovani fedeli a partecipare alla
celebrazione liturgica, anzi numerose altre persone, impiegati,operai,casalinghe
e professionisti, si ritrovano a iniziare la giornata pregando.
La Domenica e le festività comandate nel santuario si celebrano tre Sante Messe,
alle ore 9,00, alle ore 11,00 e alle ore 18,00, che in ogni periodo sono molto
seguite dai fedeli, tant'è che il tempio è sempre pieno e molti restano all'impiedi.
Un discorso a parte è la celebrazione dei festeggiamenti per il Santo , che si
svolgono annualmente in Luglio, tra la prima e la seconda domenica.
Durante tutto l'ottavario le porte del Santuario vengono aperte molto presto per
consentire ai numerosi pellegrini di potere pregare ed invocare l'amato San
Calogero e potere partecipare alle Sante Messe, Confessarsi, Benedire gli ex
voto, il pane, gli abiti votivi, i bambini e gli ammalati.
Suggestivi sono i momenti che precedono le uscite del Santo, quando viene calato
dalla sua collocazione sull'altare maggiore e posto sul percolo per essere
condotto in precessione e nel momento in cui, uscendo dalla Chiesa, trova una
moltitudine di fedeli in attesa di poterlo pregare e venerare con tanta fede.
Uguale emozione si vive quando a tarda sera, dopo la processione, viene
riportato al suo originario collocamento con un protocollo antico accompagnato
da grida giubilanti.