Casa natale di Luigi Pirandello

A circa quattro chilometri dal centro storico e a due Km dalla Valle dei Templi, sorge la casa che diede i natali a Luigi Pirandello, drammaturgo agrigentino famoso in tutto il mondo. Vi si rifugiò la famiglia Pirandello in occasione di un'epidemia di colera. E' qui nacque Luigi, il 28 giugno del 1867. La "casa romita" e il "pino solitario" divennero i luoghi mitici della fantasia di Pirandello che trascorse in queste campagne l'infanzia e l'adolescenza. Nel 1949 la casa venne dichiarata monumento nazionale e poi venne acquistata dalla Regione Siciliana. L'edificio non ha particolari pregi artistici ed architettonici, tuttavia è divenuto nel tempo un luogo estremamente significativo per quanto riguarda la cultura mondiale e meta di studiosi o semplici appassionati dell'opera del drammaturgo agrigentino. All'interno sono contenuti cimeli, fotografie ed altro: oggetti che testimoniano la vita e le opere di Luigi Pirandello.                                      

Casa di Pirandello a Villaseta  Lapide del centenario   Casa di Pirandello a Villaseta1

Particolarmente significative sono le foto che ritraggono lo scrittore mentre ritira il premio Nobel, conferitogli nel 1934. A ridosso della casa, c'è un lungo e stretto viale che porta al famosissimo pino, luogo di contemplazione dello stesso drammaturgo, ai cui piedi giace una "rozza pietra" scolpita dall'artista emiliano Marino Mazzacurati, ove sono murate le ceneri di Pirandello. Una tromba d'aria, abbattutasi sulla zona nell'autunno del 1997, ha spogliato il secolare albero della sua splendida chioma, conosciuta in ogni angolo della terra. La Biblioteca Luigi Pirandello è un centro multimediale di documentazione sul drammaturgo siciliano, che conserva e offre una notevole varietà di documenti distinti in monografie, materiali rari e di pregio, periodici. Di estremo interesse sono i documenti autografi, in gran parte provenienti dagli eredi di Pirandello: circa 5000 documenti, molti dei quali ancora inediti, tra lettere, copioni teatrali manoscritti e dattiloscritti, frammenti, ritagli di giornali e diversi cimeli personali, in particolare la tessera del partito fascista del 1936, la tessera della Reale Accademia d'Italia, il libretto universitario di Bonn del 1889, il taccuino di Bonn e di Coazze.